LA PARTITA DEL CUORE
Lucas, un ragazzo di dodici anni, magrolino e alto, stava andando al suo primo giorno di Baseball. Era molto emozionato ma anche un po’ preoccupato, perché aveva paura che qualcuno lo potesse prendere in giro visto che era molto debole. Poco dopo arrivò davanti al campo e non aveva ancora detto a nessuno del suo timore di non essere bravo come gli altri, neanche a sua madre che era lì ad accompagnarlo. Entrato negli spogliatoi, trovò tanti ragazzini che stavano indossando la divisa, tutti guardarono Lucas e lui si sentì giudicato. L’ansia saliva e aveva sempre più paura che andasse tutto per il peggio. Il coach divise i ragazzi in due gruppi, Lucas andò nella squadra di Eduard, un ragazzo molto alto, robusto e irascibile. Il coach suonò il fischietto, l’allenamento stava proseguendo bene, finché Lucas non dovette andare in battuta. Stava per fare il terzo strike, ma non riuscì a prendere la palla con così tanta forza per fare un fuoricampo, per questo la palla cadde davanti ad un esterno che la prese e Lucas venne eliminato. Eduard si arrabbiò molto con Lucas e lo insultò. Poi il coach suonò il fischietto per dichiarare la fine della partita, vinse la squadra avversaria. Eduard nello spogliatoio continuò ad offendere e a prendere in giro Lucas insieme al suo amico Richard, un ragazzino molto muscoloso, robusto e agile. Era molto antipatico nei confronti di tutti, a parte che con Eduard che era più furbo e crudele di lui, perciò era suo amico, solo per diventare più potente. Quindici minuti dopo arrivò la madre di Lucas per riprenderlo. Lucas vedendola cercò di trattenere le lacrime per non farla preoccupare, ma lei capì che c’era qualcosa che non andava e gli chiese: “Tutto bene? Perché hai il viso tutto rosso?” Lucas cercò di mostrarsi sereno e disse: “No tranquilla mamma, va tutto bene, sono solo inciampato.” Due giorni dopo Lucas tornò al campetto per un altro allenamento di baseball e questa volta aveva più paura della volta precedente. Arrivato lì davanti, vide dalla porta dello spogliatoio socchiusa Eduard che lo stava guardando molto male. Lucas si fece coraggio, aprì la porta ed entrò pur sapendo che lui lo avrebbe preso in giro di nuovo, infatti così avvenne, tutti uscirono dallo spogliatoio e rimasero solo lui ed Eduard. La situazione si stava facendo seria. Lucas cercò di difendersi prendendo una scarpa per cercare di schivare i pugni di Eduard che ad un tratto si fermò e Lucas si mise a tremare per la paura, Eduard ridendo disse: “Sei proprio un codardo!” Lucas scappò nel campo cercando di non piangere, stava ancora tremando. Dopo l’allenamento Eduard non c’era perché era stato rimproverato dal coach. Lucas continuava a chiedersi chi potesse essere stato ad avvisarlo, ma pensò che forse era meglio così. Anche Eduard infuriato si domandò chi fosse stato a fare la spia e in che modo avrebbe potuto vendicarsi. Dopo qualche allenamento ci furono le qualificazioni per il campionato nazionale, Lucas per la vergogna non andò alle selezioni e perciò non si qualificò. Il giorno dopo uno dei ragazzi qualificati si ammalò e il coach dovette rimpiazzarlo con Lucas che disperato dovette accettare per forza. Una volta arrivato al campetto lo aspettavano Eduard e Richard con uno sguardo malvagio e sospettoso. Con il cuore in gola Lucas si avvicinò a loro due che subito si misero a ridere e a chiamarlo femminuccia più e più volte. Lui cercò di non ascoltarli, ma i due si misero a spingerlo e a passarselo come se fosse una palla, finche’ non cadde a terra battendo la testa. Richard disse a Eduard: “Scappiamo prima che ci veda qualcuno!” E così corsero nello spogliatoio per non farsi scoprire. Lucas rimase lì da solo con la testa che gli girava, non c’era nessuno nei paraggi, nessuno che lo potesse aiutare ad alzarsi. Erano ormai passati venti minuti di allenamento e il coach iniziò a preoccuparsi perché se non fosse arrivato Lucas a rimpiazzare quel ragazzo che stava male, non avrebbero potuto continuare il campionato. Eduard e Richard erano molto soddisfatti, soprattutto Richard: “Finalmente ce lo siamo tolto dai piedi” disse, ma per fortuna il coach lo sentì e gli chiese: “Chi vi siete tolti dai piedi?” Loro agitati gli risposero: “Cose nostre”. Il coach sapeva bene di chi stessero parlando, quindi per sicurezza andò a controllare in tutti gli spogliatoi e chiamò la madre di Lucas, ma senza farla preoccupare. Si stava dirigendo all’esterno del campo, quando vide il ragazzino dolorante steso a terra, subito contattò i soccorsi e avvisò la madre. Per fortuna Lucas stava bene e dopo una settimana tornò in forze. Eduard dopo questa esperienza si decise a chiedere scusa a Lucas e gli promise che lo avrebbe aiutato ad allenarsi per giocare il campionato. Richard ovviamente non approvò: “Ti sei messo ad aiutare il pappamolla adesso?” Gli chiese, ma Eduard senza timore gli rispose: “Si, perché lui si è rivelato un amico, non come te che quel giorno hai fatto la spia al coach.” Richard sorpreso gli chiese: “Chi te lo ha detto?” “Il coach stesso” Rispose Eduard. Nelle settimane seguenti Eduard e Lucas si allenarono duramente perché presto ci sarebbe stata la finale di campionato a Boston. Era finalmente giunto il grande giorno che tutti aspettavano, Richard ovviamente era nella squadra avversaria. Lucas era tanto ansioso, ma per fortuna c’era Eduard che continuava a ripetere: “Ce la puoi fare!!!” Lucas non avrebbe mai pensato che sarebbe finita così, ancora non ci credeva: “Sono amico del mio vecchio nemico!” Ripeteva nella sua testa. “Si comincia!” disse il coach alla squadra. Lucas era battitore e visto quello che era successo l’ultima volta, Richard era certo che avrebbe perso. Dopo due strike della squadra avversaria Lucas perse le speranze ma andò avanti comunque. Mancava solo un punto per la vittoria dell’altra squadra, fecero un tiro, c’era tutta Boston e anche sua madre e non voleva deluderla. Così tirò con tutta la forza che aveva, pensando a quello che aveva passato e fece un fuori campo spettacolare, salvando così la partita. Lucas era felicissimo, guardò tra la folla, vide sua madre con lo sguardo orgoglioso e pensò: “Ce l’ho fatta!!”
Di Matteo Lorenzo
Belfiglio Emanuela Miriam
Starinieri Arianna
Panait Razvan
