LA STORIA DI STELLA
In un caldo giorno d’agosto, nacque una bambina di nome Stella, era molto carina e sempre felice. Aveva gli occhi marroni, lunghissimi capelli biondi, orecchie piccole, un naso a patata e delle guance paffute. Stella si divertiva a correre per tutto il giardino, fino a sera. Crescendo arrivò il suo primo giorno di scuola primaria.Sempre con il suo sorriso entrò in classe, erano 21 alunni, lei riuscì subito a fare tante amicizie. Stella e i compagni si divertirono tantissimo e arrivò rapidamente l’ ora di tornare a casa. Ad aspettarla c’era suo padre ,che non tornava a casa da tanto tempo, a causa del lavoro. Stella ne fu felicissima. Giocarono insieme tutto il weekend ma la mattina seguente, quando si svegliò, non trovò più suo padre e allora chiese a sua madre dove fosse e lei le rispose :”Ehm… papà è dovuto tor – nare a Milano per un progetto di lavoro” . La bambina scoppiò a piangere, si dovette comunque vesti- re per andare a scuola. Arrivata in classe ,i compagni le chiesero perché fosse triste e lei spiegò l’acca- duto; loro la consolarono e le fecero tornare il sorriso. I giorni passavano e piano piano Stella superò la tristezza per la mancanza del suo papà . Ogni venerdì il padre tornava e ogni domenica se ne anda – va ,quando la bambina dormiva; ormai lei ci aveva fatto l’abitudine. Gli anni passarono: prima, secon- da, terza elementare fino ad arrivare all’ultimo giorno di quinta elementare. Dopo aver fatto la festa di fine anno, la mamma le disse che dovevano trasferirsi a Milano, perché anche lei aveva trovato lavoro lì. Ma Stella non voleva perdere i suoi amici e cercò di scappare per non partire, ma alla fine fu co- stretta ad andare via. Quando arrivarono, non uscì di casa per tutta l’estate. I genitori si preoccuparono e cercarono di parlarle , ma niente, non si usciva dalla sua cameretta e si abbuffava di dolci, biscotti e caramelle ed aumentava di peso ogni giorno di più. L’ingresso in prima media fu un disastro, quan – do entrò in classe, a causa del suo aspetto fisico e dei suoi chili di troppo, i compagni la presero in giro dicendole:”Che pancia che hai e quanto sei paffuta ah,ah,ah!” . Le settimane passarono così e ogni giorno era la stessa storia. Stella entrò in uno stato di depressione e non voleva più andare a scuola. I genitori le chiesero il motivo e lei si inventò una scusa perché si vergognava, dicendo che i prof le mettevano voti bassi anche se si impegnava molto. I suoi genitori andarono a parlare con gli insegnanti e con la preside e , dopo il colloquio, si tranquillizzarono perché pensavano che la propria figlia avesse inventato tutto, solo per un capriccio. La preside convocò Stella nel suo ufficio per chie- derle cosa stesse succedendo, ma la ragazza non le rispose perché pensava che se avesse parlato , i bulli l’avrebbero presa di mira ancora di più. Col passare del tempo Stella si ammalò di bulimia e non parlò più con nessuno.
Circa un anno dopo, durante la ricreazione,Stella incontrò due ragazze di nome Jennifer e Giuly che si presentarono e la invitarono a sedersi con loro; quando era in loro compagnia, si sentiva felice e si di – vertiva tantissimo, ma non sapeva che le ragazze , in realtà, stavano con lei solo perché avevano perso una scommessa. Quando arrivò il momento di decidere la scuola superiore, scelse l’artistico, per non abbandonare le sue migliori amiche. Gli anni passarono ed un giorno Stella scoprì la verità e venne a sapere della scommessa ,così si sentì tradita , pugnalata alle spalle , non aveva più il coraggio di frequentare la sua scuola e decise di cambiare. Nella nuova scuola trovò finalmente degli amici veri, in particolare si legò ad Edit e Claudio che la aiutarono a superare le sue insicurezze, a credere in se stessa , facendola divertire e sostenendola in qualsiasi momento.I tre divennero subito migliori amici.
Bisogna saper riconoscere le vere amicizie e capire quali sono le persone che ci vogliono aiutare e che ci vogliono davvero bene.
Classe 1C
Marco Carota
Giorgia Iannelli
Arnesto Krasniqi
Maria Chiara Livello
