Una lezione speciale
Ciao sono Alessandro e vi racconto la mia storia… sono nato con una malattia che mi ha paralizzato le gambe e, fin da piccolo, non ho potuto camminare, pertanto ho dovuto utilizzare la sedia a rotelle, è stato il mio più grande incubo! Le medie per me sono state difficoltose ma ce l’ho fatta ed ho superato tutti gli ostacoli, soprattutto le prese in giro, i giudizi, gli sguardi insistenti ma ora le superiori mi fanno davvero paura, temo che mi accada nuovamente tutto questo! Ho trascorso tutta l’estate con il pensiero fisso che i miei nuovi compagni mi possano prendere in giro.
Ora mi trovo davanti al portone della scuola, pregando mia madre di portarmi a casa ma lei mi ha detto “Non sono mica dei mostri i tuoi compagni! Stai tranquillo”.
Nel cortile della scuola, mi si è presentato il primo problema cioè un gruppo di ragazzi che ha continuato a guardarmi insistentemente, bisbigliando e sogghignando, poi si è avvicinato lentamente un ragazzo e mi ha detto “Ma le gambe le hai lasciate a casa?” e i suoi amici si sono messi a ridere a crepapelle. Imbarazzato mi sono recato in classe ed ho preso posto. Dopo un po’ è arrivata la professoressa e tutti si sono alzati, tranne io “Ma tu non ti alzi?” Mi ha detto la professoressa, non accorgendosi che io fossi seduto su una sedia a rotelle. Allora la prof. di sostegno le ha sussurrato qualcosa all’orecchio e subito lei mi ha chiesto scusa. A ricreazione, i bulli, che mi avevano preso in giro, mi hanno preso di nuovo di mira, hanno iniziato a spostare la mia sedia a rotelle da una parte all’altra. Per fortuna la prof. è intervenuta e li ha rimproverati. Tornato a casa, ne ho parlato con mio padre. “Papà, a scuola mi prendono in giro” e lui mi ha risposto “Tranquillo ,parlane con la professoressa , vedrai che tutto si risolverà”.
Il giorno dopo seguii il consiglio di mio padre e parlai con la professoressa che chiamò la preside, insieme convocarono i genitori di alcuni dei ragazzi, ma ogni genitore aveva una giustificazione: “Eh, ma i ragazzi giocano innocuamente” “Mio figlio stava sicuramente scherzando” “Sono ancora dei ragazzi, scherzano tra di loro.…” e chi più ne ha, più ne metta. Finite le lezioni, uscii da scuola e la ruota della sedia a rotelle si incastrò tra le radici di un albero , perciò caddi per terra. I bulli si avvicinarono e risero ,mentre prendevano a calci la mia sedia, ma, per mia fortuna, arrivò un signore anziano ,che era di passaggio, e li fece andare via. “Grazie mille signore!” e lui mi rispose con voce calma e gentile “Non ti preoccupare” mi sollevò e mi mise sulla mia sedia, mi salutò e andò via. Il giorno dopo a scuola arrivò un ispettore scolastico ,che andò a parlare con la preside “Salve, ho ricevuto una segnalazione che in questa scuola un ragazzo sulla sedia a rotelle è stato vittima di prese in giro, mi hanno detto che alcuni ragazzi lo infastidiscono. Finita la conversazione ,la preside chiama me e il gruppo di bulli nel suo ufficio “Ragazzi, dobbiamo parlare. Sono venuta a conoscenza di quanto è accaduto e sono profondamente delusa, però ho deciso di darvi una possibilità per rimediare al vostro comportamento : d’ora in poi aiuterete Alessandro per tutto ciò di cui avrà bisogno in aula, negli spostamenti, in palestra, nei laboratori etc.
Usciti dall’ufficio della preside , uno dei ragazzi si presentò :
“Ciao, mi chiamo Luigi”
“Che bel nome” dissi io
“Grazie” rispose con un sorriso.
Poi un altro “Ciao, io mi chiamo Brian e adoro il calcio”
“Anche io” dissi emozionato.
“Io mi chiamo Marco e adoro leggere”
“Anche a me piacciono i libri, i Manga e i gialli !”
“Ciao, io mi chiamo Francesco e mi piacciono gli scacchi”
“Wow, io sono bravino ,mi insegni?”
“Certo” mi rispose.
“È fantastico ho scoperto che abbiamo un sacco di cose in comune” ho detto io euforico
“Già, è vero” mi risponde Marco “Perché dopo scuola non andiamo tutti al centro commerciale a mangiare un hamburger?” chiede Brian “Sì, andiamo”.
La giornata trascorse così velocemente che nemmeno mi accorsi di dover tornare a casa.
Classe 1C Virgilio
Daniel D’Elia
Noel Krasniqi
Alice Mennilli
Vanessa Vernatocola
