“I PIU’ FORTI VINCONO SEMPRE”
Era il 10 settembre 2019, il primo giorno di scuola superiore per Carlo; era agitatissimo ma non vedeva l’ora di fare nuove amicizie, aveva grandi aspettative! Appena entrato nel cortile del suo nuovo Istituto, si accorse pero’ che tutti lo stavano fissando, parlavano a bassa voce e gli lanciavano occhiatacce. Era entrato nel panico, soprattutto non capiva perché lo stessero squadrando dalla testa ai piedi, poi, guardandosi intorno, si rese conto del fatto che era l’unico a portare i libri e i quaderni in mano legati da una molla colorata; inoltre notò che, rispetto agli altri, indossava dei vestiti semplici, non all’ultima moda: una camicia bianca consumata, un gilet di lana grigio, dei vecchi pantaloni a righe blu di velluto e dei mocassini con le nappe: sua madre voleva che facesse una bella impressione il primo giorno, sicuramente ripensandoci non fu una buona idea…non era molto interessato alla moda, per lui indossare una cosa rispetto ad un’altra era esattamente la stessa cosa, per lui però…per la vergogna attraversò di fretta il cortile mentre tutti lo fissavano bisbigliando tra loro e sparì dietro all’angolo del giardino, buttò con rabbia i libri per terra e iniziò a piangere. Poco dopo, il suono della campanella che indicava l’inizio delle lezioni, rituonò per tutta la scuola e via la corsa per conquistare l’ultimo banco! Carlo entrò dietro alla folla disordinata, non voleva mescolarsi agli altri, cercò la sua classe e, appena i compagni presero posto, si sedette al primo banco, l’ultimo posto rimasto libero. A ricreazione uscirono tutti dall’aula e si diressero nel corridoio formando dei gruppetti per parlare, lui si ritrovò solo e, ancora una volta, si sentì addosso gli sguardi degli altri. Mortificato corse in bagno e rimase lì aspettando la fine dell’intervallo ma, quando arrivò il momento di rientrare in classe, si trovò davanti tre ragazzi più grandi di lui che tenevano in mano i suoi libri, li fecero a pezzi davanti ai suoi occhi e li gettarono nel wc. Lui si ricordò che la mamma gli aveva detto di far attenzione al materiale scolastico perché la situazione economica della sua famiglia era difficoltosa e non avrebbe potuto ricomprarglieli quindi, vedendo i testi ormai rovinati si mise a piangere e i bulli, senza sentirsi minimamente in colpa, se ne andarono sbattendo una mano contro la porta e dicendogli: “Oh, il bambino sta piangendo, ha bisogno della mammina…! Ah,ah,ah,ah”. Carlo triste e abbattuto tornò in classe e non rivolse la parola a nessuno. Dopo le sei lunghe ore di lezioni tornò a casa molto turbato e quando sua madre gli chiese com’era andato il primo giorno di scuola rispose velocemente che era stato fantastico e scappò in camera sua. Purtroppo per Carlo, ogni giorno a scuola era una sofferenza tra prese in giro, scherzi crudeli e parole pesanti e sua madre, dopo alcune settimane, iniziò a capire che qualcosa non andava, cosi’ decise di andare a parlare con la Dirigente Scolastica che non era a conoscenza di quello che stava accadendo; convocò quindi i professori per sapere se avessero notato qualcosa di strano ma nessuno si era accorto di nulla. La professoressa di italiano però, Maria Galeota, la coordinatrice di classe, decise di approfondire l’argomento e durante una lezione, parlò ai ragazzi di quello che era avvenuto ma senza fare nomi; a quel punto Carlo la prese in disparte e le confessò tutto dicendo “sono stato preso in giro dal primo giorno di scuola, mi hanno buttato tutti i libri nello scarico del bagno e mi hanno gridato cose orribili!” Scoppiò in lacrime tra le braccia della sua insegnante e lei gli chiese “ Te la senti di dirmi chi è stato?” e lui rispose: “non lo so, non so i loro nomi, erano più grandi e molto alti, credo che siano del quinto superiore!” “Forse ho capito chi potrebbero essere” disse la professoressa e continuò : “Avevano delle lettere verdi cucite sulle maglie?” “Si!” rispose Carlo e Maria Galeota capì che si trattava di alcuni alunni della quinta A che facevano parte della squadra di basket e che avevano già creato problemi in passato, decise così di agire e prendere provvedimenti. I bulli vennero sospesi per un mese, avrebbero dovuto fare lavori socialmente utili e non avrebbero partecipato alla gita scolastica. All’inizio erano molto arrabbiati con Carlo per la punizione ricevuta però, dopo un periodo passato a pulire i bagni, rassettare le aule, riordinare il giardino e dopo diversi incontri con la psicologa dell’Istituto, capirono che non avrebbero dovuto comportarsi così e chiesero scusa a Carlo per averlo fatto soffrire. Si avvicinava la fine delle lezioni e i bulli invitarono Carlo a passare un po’ di tempo insieme per farsi perdonare, fecero amicizia e scoprirono di avere una passione in comune: la musica! Ognuno di loro sapeva suonare uno strumento e fu così che formarono una “band” chiamata “I PIU’ FORTI”.
Alcune volte possono nascere amicizie vere anche con persone che ci hanno fatto soffrire.
CLASSE I D:
VALENTINA COLALONGO
AURORA D’ETTORRE
ANDREA TORRIERI
SIMONE ZAFFIRI
