L’AMICIZIA E’ FORZA
Ciao sono Davide, ho dodici anni e vivo in un piccolo paesino dell’Emilia Romagna. Sin dalla nascita sono nato con un problema alla mano, non ho l’indice né il dito medio, capite bene che mi risulta difficile purtroppo fare diverse cose tra cui scrivere e disegnare, afferrare oggetti, praticare alcuni sport e fare in generale lavori manuali. Sin da quando ero bambino ho sempre sognato di fare il Vigile del Fuoco, mi piace vedere gli adulti che salvano le persone intrappolate da un incendio, che spruzzano acqua con l’idrante o che sfrecciano per la città a sirene spiegate, è un mestiere che mi appassiona ma purtroppo so bene di non poterlo fare a causa della mia situazione, ma andiamo avanti….
I miei genitori per lavoro hanno deciso di trasferirsi a Pisa, questa città è molto diversa dal mio piccolo paese, è molto più grande e c’è molta più gente, più confusione; mi sentivo spaventato perché non conoscevo nessuno e pensavo: “dovrò andare in una nuova scuola!” questo mi metteva ansia. Il nuovo ambiente scolastico era grande rispetto a dove andavo prima: c’erano molti più ragazzi e ragazze e io mi sentivo fuori luogo. Il primo mese mi hanno accolto benissimo in classe anche se, quando camminavo per i corridoi, mi fissavano tutti la mano ed ero in imbarazzo, poi nei mesi successivi sono iniziati i problemi…alcuni ragazzi della terza media hanno cominciato a prendermi di mira perché erano più grandi di me ma soprattutto per la mia deformità, si sentivano più forti e più popolari. Hanno iniziato a perseguitarmi, mi davano un soprannome orribile ogni giorno: “mostro, alieno, sgorbio, Davide mano corta, l’uomo senza dita”, e tanti altri che non sto qui a scrivere. A volte mi spingevano e mi picchiavano e, quando tornavo a casa con lividi e graffi, inventavo sempre nuove scuse per i miei genitori perché non volevo raccontargli la realtà dei fatti, non volevo farli preoccupare.
I giorni e le settimane passavano e le cose erano sempre uguali, mi sentivo triste, arrabbiato, pensavo spesso a vendicarmi ma sapevo che non avrei mai potuto avere la meglio su di loro, poi un giorno ho incontrato Riccardo ed è cambiato tutto. All’inizio credevo che fosse un amico di quei bulli che mi perseguitavano, lo credevo cattivo e senza cuore, sicuramente era un tipo misterioso, ma poi una volta in cortile ha deciso di aiutarmi. Mi si è avvicinato dicendo: “la tua mano non ti rende diverso dagli altri, è quello che hai nel cuore che conta davvero”. Da quel momento l’ho conosciuto meglio e ho capito che era un ragazzo buono e sensibile, un po’ timido ma premuroso, abbiamo iniziato a passare del tempo insieme e abbiamo scoperto di avere in comune la passione per la natura e gli animali. Un giorno, mentre facevamo una passeggiata nel parco alla ricerca di insetti per il laboratorio di scienze, mi ha detto: “La tua mano non deve essere un difetto per te, prima di tutto è il tuo segno di distinzione, hai presente quando sulla carta d’identità c’è scritto “segni particolari?” Ecco le tue dita sono il tuo segno particolare, ti rendono unico e speciale e poi ci sono tante cose che puoi fare, non potrai diventare un Vigile del Fuoco magari ma per esempio puoi diventare un cantante, un giocatore di calcio o di tennis, puoi fare la guida in un Parco naturale o puoi essere un allevatore di animali! Di fronte a questo incoraggiamento e a queste parole il cuore di Davide era colmo di gioia e il modo di pensare alla sua mano era cambiato. A scuola purtroppo le cose non cambiavano invece, c’erano sempre i soliti bulli che mi davano il tormento così un giorno Riccardo mi ha convinto a parlarne con i miei genitori, era arrivato il momento di farlo. Loro, sconvolti, sono andati a parlare con la preside che era molto dispiaciuta per il comportamento di alcuni dei “suoi” ragazzi e per il loro bene ha deciso di prendere dei provvedimenti facendogli scontare una severa punizione che è servita a fargli capire la lezione.
Ora, quando vado a scuola, mi sento al sicuro, non sono più spaventato, non penso che sono diverso o deforme, ho imparato che siamo tutti uguali e che dobbiamo reagire di fronte ai problemi che ci si presentano davanti perché, insieme, una soluzione si trova sempre.
CLASSE 1 D:
DESIREE CALDARELLI
AZZURRA DELL’AQUILANO
EDOARDO RUGGIERO
LEONARDO SCURTI
