IL CORAGGIO DI CHIEDERE AIUTO
Miguel era un ragazzino che si era trasferito da poco dalla città vicina, in cui aveva trascorso la sua infanzia. Si era trasferito insieme a sua mamma, Lara, perché lei aveva perso il lavoro, e dopo tanta fatica ne aveva trovato uno lì come cameriera. Miguel era molto magro, era alto, così tanto che faceva pensare a una giraffa. I capelli sembravano un po’ un cespuglio, ma a lui non dispiacevano. I suoi occhi erano verdi e grandi come le colline del suo paese d’origine. Era insicuro e molto timido, per questo aveva paura del suo primo giorno di scuola.
Quella prima giornata andò abbastanza bene, anche se era riuscito a scambiare due chiacchiere solo con una ragazza di nome Jess, seduta accanto a lui. A Miguel da subito era sembrato che avesse un viso familiare. Solo più tardi, tornando da scuola, si era reso conto che si trattava della sua vicina di casa.
In classe Miguel aveva notato anche un compagno dall’aria scontrosa. Si chiamava Tyler, era molto alto e robusto e aveva un’aria scontrosa. All’uscita da scuola, mentre Miguel si incamminava verso casa, ebbe la sensazione di essere seguito da qualcuno. Si voltò e vide Tyler. “Hey tu, stecchino, ho visto come guardavi Jess. Sappi che lei sta con me, non illuderti di poterle piacere.” Miguel ignorò il ragazzo e continuò a camminare a testa bassa, facendo finta di non sentire. Quando arrivò a casa si comportò in modo indifferente, ma la mamma, che lo conosceva molto bene, capì che qualcosa non andava e gli chiese: “Ehi, cosa c’è che non va?”. Miguel non disse niente e si chiuse in camera.
Da lì la situazione peggiorò di giorno in giorno.
Una mattina, mentre la classe si trovava nel cortile e Miguel chiacchierava con Jess, Tyler e il suo gruppo si avvicinarono. “Moscerino, allora non hai capito che con lei non devi parlare? Non devi nemmeno guardarla.” Senza dargli tempo di replicare, uno dei suoi amici lo spinse, facendolo cadere sotto gli occhi di tutti. Miguel, venendo minacciato continuamente, non reagiva per paura e Jess, stufa di questa situazione e del suo silenzio, intervenne. “Smettetela, lasciatelo in pace. Lui è mio amico e non ha bisogno della tua approvazione, Tyler.” Così Jess, valutando la situazione, decise di parlarne con Lara, la mamma di Miguel. “Lara, ti devo dire una cosa importante”, disse Jess. “Dimmi tutto”, replicò Lara. “Tuo figlio viene bullizzato dal mio fidanzato Tyler e dal suo gruppetto. Questa cosa non mi piace per niente, perché non trovo giusto che qualcuno venga preso di mira dai ragazzi arroganti.” Lara, sentendo quelle parole, decise che era necessario riferire alla preside, la mamma di Tyler, ciò che stava accadendo.
La preside, sgomenta, decise di non dire niente al figlio, ma di osservare i suoi comportamenti. Così scoprì che, insieme ai suoi amici, si comportava da bullo con Miguel. Invece di punirlo duramente, la mamma di Tyler decise di parlargli a lungo, chiedendogli di mettersi nei panni di Miguel e facendogli leggere le regole della scuola sul bullismo. Tyler, pur non ammettendo subito i suoi errori, fu costretto a riflettere seriamente sulle sue azioni. Jess decise di lasciarlo. Jess e Miguel invece rafforzarono la loro amicizia e man mano che passava il tempo, i due si accorsero che provavano qualcosa di più di un semplice affetto, fino al punto di fidanzarsi. Nel frattempo, Tyler era cambiato. Era diverso, più educato e rispettoso nei confronti degli altri. Sapeva che ormai Jess e Miguel erano fidanzati e inaspettatamente provò gioia per loro, augurandogli il meglio. La storia si concluse nel migliore dei modi. L’insegnamento è che cambiare in meglio è sempre possibile. E quando ci si trova in un momento di difficoltà, non bisogna chiudersi in se stessi, ma bisogna parlarne con gli adulti, soprattutto con i genitori.
1E Stacy Adamo, Francesca Rella, Cristiano Andrenacci, Simone Di Memmo
