La prima media di Giulio

Giulio era un ragazzino di 11 anni, alto, moro, con gli occhi verdi, ma era ipovedente, infatti da quando era piccolo portava degli occhiali particolari, più grandi rispetto a quelli tradizionali, che per lui non erano mai stati un problema fino al primo giorno di prima media. Quando tutti gli alunni erano in classe, si presentarono e quando toccò a Giulio parlò anche del suo problema agli occhi, ma alcuni compagni iniziarono a ridere. Lui impallidì e si mise a piangere perché non sapeva cosa fare, dato che non gli era mai capitato che qualcuno lo prendesse in giro per quel motivo. La giornata fu molto lunga e appena tornò a casa disse tutto alla mamma così che lei potesse aiutarlo a risolvere il problema, lei gli disse che doveva ignorarli e che lui era un bambino come tutti gli altri. Giulio ascoltò il suo consiglio e fortunatamente dal secondo giorno fece amicizia con una compagna di nome Alessandra, una ragazzina di dieci anni con dei lunghi capelli rossi e degli occhi verdi proprio come i suoi. Alessandra era stata presa in giro alle elementari perché era più bassa rispetto agli altri e aveva anche un anno in meno di loro, ma lei non aveva mai dato molta importanza alle critiche perché, e lo disse anche a Giulio, tutti sono belli con le proprie caratteristiche, così tra loro nacque un’amicizia molto profonda. Dopo circa un mese arrivò un nuovo ragazzino di nome Lucas che aveva dodici anni, era abbastanza robusto e aveva l’aria di essere molto sicuro di sé, così riscosse subito molto successo tra i ragazzi e si formò un vero e proprio gruppo contro Giulio e Alessandra. Dopo qualche giorno all’ingresso della scuola erano tutti insieme e quando passò Giulio, uno di loro gli fece lo sgambetto ridendo di lui. Allora da brava amica, Alessandra lo aiutò a rialzarsi, entrarono in classe, dove il gruppo continuò a insultare Giulio come “ecco il topo con gli occhiali” oppure “il quattr’occhi” ecc. Continuarono per circa dieci minuti, poi presero i pennarelli neri indelebili e scrissero gli insulti sui muri, sulle sedie e sulle pareti dei bagni della scuola. Giulio non ce la faceva più, allora andò dal prof. di matematica e gli spiegò la situazione che stava vivendo, egli gli chiese tutti i nomi e Giulio era indeciso se diglieli perché aveva paura di ritorsioni da parte del gruppo, ma poi non si tirò indietro e fece ciò che era giusto. Il prof. decise di mandarli in presidenza, così il preside convocò i genitori per spiegare loro la situazione che avevano creato i loro figli. Poi il preside entrò in classe dove scese un silenzio tombale, nessuno rideva più e anche se il bullo Lucas fingeva di non avere paura, si vedeva chiaramente che era spaventato, il preside disse alla classe che non c’era posto per chi feriva con insulti e gesti i propri compagni, ma che la vera forza era in chi portava rispetto. Alessandra poggiò la sua mano sopra la spalla di Giulio e gli disse che aveva fatto bene a parlare con il professore e che non tutti avrebbero avuto il coraggio di farlo. Da quel giorno i bulli ,uno alla volta andarono da Giulio e si scusarono per le brutte cose che avevano fatto nei suoi confronti.Dopo circa dieci giorni Lucas tornò a scuola e chiese a Giulio se quel pomeriggio sarebbe voluto andare al parco per parlare di quanto era accaduto. Giulio accettò e alle 15:00 era al parco insieme a Lucas che si scusò promettendo a Giulio che non l’avrebbe fatto più, rimasero circa un’ora a parlare e da quell’incontro nacque una vera amicizia. Tutti i compagni che avevano sbagliato si scusarono e formarono e un gruppo inseparabile tutti insieme senza escludere nessuno.

Sarchesi Maria Vittoria

Sabatini Federico

Sakalovà Giulia

D’Angelo Filippo