{"id":184,"date":"2025-12-01T17:53:28","date_gmt":"2025-12-01T17:53:28","guid":{"rendered":"https:\/\/raccontamidite.centrolarca.eu\/?page_id=184"},"modified":"2025-12-01T17:53:48","modified_gmt":"2025-12-01T17:53:48","slug":"questo-sono-io-2","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/raccontamidite.centrolarca.eu\/?page_id=184","title":{"rendered":"Manuel"},"content":{"rendered":"[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.27.2&#8243; background_color=&#8221;#eeeb8b&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; custom_padding=&#8221;|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; custom_padding__hover=&#8221;|||&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/raccontamidite.centrolarca.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/testata-copia.jpg&#8221; title_text=&#8221;testata copia&#8221; url=&#8221;@ET-DC@eyJkeW5hbWljIjp0cnVlLCJjb250ZW50IjoiaG9tZV91cmwiLCJzZXR0aW5ncyI6e319@&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.2&#8243; _dynamic_attributes=&#8221;url&#8221; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.27.2&#8243; text_font_size=&#8221;20px&#8221; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221; custom_margin=&#8221;|||0px|false|false&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<p>MANUEL, IL RAGAZZO A CUI PIACEVA LEGGERE<\/p>\n<p>Manuel era un ragazzino indipendente, molto solitario e non amava essere al centro dell&#8217;attenzione.<\/p>\n<p>Viveva in una famiglia ricca, ma nonostante tutto, non si sentiva superiore e non lo aveva mai pensato.<\/p>\n<p>Aveva i capelli biondo oro, gli occhi di\u00a0un\u00a0marrone\u00a0chiaro ed era molto magro. Infatti, non praticava sport e dedicava tutti i pomeriggi a leggere e studiare. Era un ragazzino felice fino a quando, per motivi di lavoro del padre, non dovette trasferirsi in un&#8217;altra citt\u00e0, precisamente a Milano, lontana dalla sua casa, dalla sua scuola e dai suoi amici pi\u00f9 stretti. Scuola nuova, amici nuovi&#8230;o forse no!<\/p>\n<p>Questo pensava Manuel guardando dal finestrino della macchina mentre percorreva chilometri verso la sua nuova casa. \u00abMamma, dobbiamo per forza cambiare casa, scuola&#8230;insomma tutto?\u00bb chiese speranzoso Manuel con un soffio di voce.<\/p>\n<p>\u00abTesoro, se non ci trasferiamo, tuo padre rischia di perdere il lavoro!\u00bb disse la mamma con tono fermo.<\/p>\n<p>Manuel non rispose e si gir\u00f2 verso il finestrino guardando l&#8217;autostrada dove le macchine sfrecciavano come cavalli impazziti. Poi tir\u00f2 fuori dal suo zainetto un libro di medie dimensioni e, letta qualche pagina, si addorment\u00f2. Quando si risvegli\u00f2 i suoi occhi non potevano credere a quello che stavano guardando: si trovava a Milano, una citt\u00e0 grande, strapiena di gente e dove si innalzavano potenti e altissimi palazzi.<\/p>\n<p>In uno di quei palazzi si trovava il suo appartamento. \u00abUn altro paio di minuti e siamo arrivati\u00bb disse la mamma con tono dolce. Dopo qualche minuto si ritrov\u00f2 nella sua nuova casa. Senza dare neanche un&#8217;occhiata alle altre stanze, si diresse in camera sua e sistem\u00f2 la sua roba per poi distendersi sul letto. Non voleva sentire nessuno, neanche cenare e si addorment\u00f2 fino alla mattina successiva. Alle sette del mattino la sveglia suon\u00f2: era arrivato il primo giorno di scuola.<\/p>\n<p>Manuel si rec\u00f2 a scuola accompagnato da sua madre. Ad ogni passo l&#8217;ansia saliva, fino a quando non arriv\u00f2 nel cortile della scuola dove la salut\u00f2. Entrato nella sua aula, non sapendo cosa fare, si sedette ad un banco e si mise a leggere un libro d&#8217;avventura. Tre ragazzacci, passando l\u00ec vicino, lo presero in giro: \u00abHai visto, Mario? Lo sfigato legge!\u00bb disse il primo. E l&#8217;altro rispose: \u201cS\u00ec, Edoardo, guarda il topo di biblioteca!\u201d \u00abVa\u2019 in biblioteca, sfigato!\u00bb disse il terzo.\u00a0Manuel non prest\u00f2 molta attenzione nei confronti del trio. Uno di loro gli strapp\u00f2 il libro dalle mani mostrando un\u2019espressione severa e minacciosa e lo gett\u00f2 a terra. A questo punto Manuel raccolse silenziosamente il libro, che poi fu nuovamente buttato, alz\u00f2 lo sguardo e prese parola dicendo: \u201cRagazzi, adesso basta. Siete molto simpatici, ma non rovinatemi il libro\u201d. Uno dei tre si mise a ridacchiare e con tono scortese disse: \u201cGuarda che non saremo mai tuoi amici, non ci piacciono i ragazzi che si presentano solo con un libro!\u201d. Subito suon\u00f2 la campanella e una signora dall\u2019aria dolce si present\u00f2 davanti agli studenti, augurando a tutti il buongiorno: era la professoressa Clara, la docente di matematica. Sistemando vari libri sulla cattedra, parl\u00f2 alla classe: \u201cRagazzi, oggi \u00e8 arrivato nella nostra scuola un nuovo alunno: Manuel Costantini. Dai parlaci un po\u2019 di te e del tuo trasferimento\u201d. Alzandosi in piedi Manuel lasci\u00f2 il libro sul banco, ma era teso e cos\u00ec inciamp\u00f2. Tutta la classe scoppi\u00f2 in una fragorosa risata. L\u2019insegnante richiam\u00f2 la classe pi\u00f9 volte, nel tentativo di zittire gli alunni. Lui intanto si rialz\u00f2\u00a0e decise di rimettersi a sedere senza dire una parola. Le ore passarono veloci fino alla ricreazione, dove non fu degnato neanche di uno sguardo o di una parola, se non dalla professoressa, che lo incoraggi\u00f2 a cercare di inserirsi. Lui, per\u00f2 dopo la vergogna provata precedentemente, non volle nemmeno provarci. La campanella suon\u00f2 e Manuel si affrett\u00f2 a tornare a casa. Insomma, quel primo giorno di scuola non fu cos\u00ec accogliente come se l\u2019aspettava. Il giorno dopo, entrato in classe, trov\u00f2 il banco imbrattato di insulti e frasi cattive. Alzando la testa ritrov\u00f2 i tre con un disegno orribile che sembrava rappresentarlo come un topo che leggeva un libro. A ricreazione lo insultarono nuovamente, spintonandolo alle spalle e prendendolo in giro. Fu bullizzato ancora, ancora e ancora, fino ad essere escluso dalle feste ed essere soprannominato \u201cil Topo di biblioteca\u201d. I giorni passavano e gli insulti pesavano sempre di pi\u00f9. Un giorno il pap\u00e0 di Manuel lo accompagn\u00f2 a scuola in macchina, una macchina molto costosa. I suoi compagni iniziarono cos\u00ec anche ad invidiarlo. Quel giorno per Manuel fu il peggiore della sua vita: il gruppetto di bulli aveva un altro motivo per prenderlo in giro. Ovviamente, le offese continuarono ad aumentare e mai nessuno alzava un dito per difenderlo. Manuel non ce la faceva pi\u00f9, stava scoppiando. Ogni giorno sua madre faceva fatica a convincerlo a uscire di casa. Inizi\u00f2 addirittura a convincersi di essere veramente uno \u201csfigato\u201d, perci\u00f2 non voleva pi\u00f9 leggere come una volta e non voleva pi\u00f9 mangiare. Un luned\u00ec,Mattia, un suo compagno di classe, lo vide alle prese con i bulli e lo aiut\u00f2 a raccogliere i libri che gli avevano fatto cadere. Poi raccont\u00f2 tutto alle insegnanti, mostrando loro il libro rovinato dai bulli come prova. Il giorno dopo i bulli furono sospesi e la preside parl\u00f2 con i loro genitori. Vennero istituiti degli incontri per discutere sul bullismo e per cercare di trasmettere l\u2019importanza della gentilezza e del rispetto per tutti. Manuel ritorn\u00f2 ad essere un ragazzo felice. Cap\u00ec che chiedere aiuto non \u00e8 una debolezza, ma un segno di coraggio, che il bullismo pu\u00f2 ferire in modo profondo e per neutralizzarlo bisogna restare uniti e non restare indifferenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Davide Conte<\/p>\n<p>Vittoria Castellucci<\/p>\n<p>Marianna Ceci<\/p>\n<p>Lorenzo Berardinelli<\/p>\n<p>Viviana Archidiacono<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>1<sup>a<\/sup>\u00a0B<\/p>\n<p><\/p>[\/et_pb_text][et_pb_button button_url=&#8221;@ET-DC@eyJkeW5hbWljIjp0cnVlLCJjb250ZW50IjoiaG9tZV91cmwiLCJzZXR0aW5ncyI6e319@&#8221; button_text=&#8221;torna alla lista dei racconti per votare&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.2&#8243; _dynamic_attributes=&#8221;button_url&#8221; _module_preset=&#8221;default&#8221; locked=&#8221;off&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_button][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.27.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.27.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/raccontamidite.centrolarca.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Senza-titolo-1-copia-300&#215;256.png&#8221; title_text=&#8221;Senza titolo-1 copia&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<!-- \/wp:post-content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MANUEL, IL RAGAZZO A CUI PIACEVA LEGGERE Manuel era un ragazzino indipendente, molto solitario e non amava essere al centro dell&#8217;attenzione. 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I live in Los Angeles, have a great dog named Jack, and I like pi\u00f1a coladas. (And gettin' caught in the rain.)<\/p>\r\n<\/blockquote>\r\n<!-- \/wp:quote --><!-- wp:paragraph -->\r\n<p>...or something like this:<\/p>\r\n<!-- \/wp:paragraph --><!-- wp:quote -->\r\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\r\n<p>The XYZ Doohickey Company was founded in 1971, and has been providing quality doohickeys to the public ever since. Located in Gotham City, XYZ employs over 2,000 people and does all kinds of awesome things for the Gotham community.<\/p>\r\n<\/blockquote>\r\n<!-- \/wp:quote --><!-- wp:paragraph -->\r\n<p>As a new WordPress user, you should go to <a href=\"https:\/\/raccontamidite.centrolarca.eu\/wp-admin\/\">your dashboard<\/a> to delete this page and create new pages for your content. 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