{"id":245,"date":"2025-12-02T10:51:44","date_gmt":"2025-12-02T10:51:44","guid":{"rendered":"https:\/\/raccontamidite.centrolarca.eu\/?page_id=245"},"modified":"2025-12-02T10:51:47","modified_gmt":"2025-12-02T10:51:47","slug":"la-ragazza-baciata-dal-sole","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/raccontamidite.centrolarca.eu\/?page_id=245","title":{"rendered":"La ragazza baciata dal sole"},"content":{"rendered":"[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.27.2&#8243; background_color=&#8221;#eeeb8b&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; custom_padding=&#8221;|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; custom_padding__hover=&#8221;|||&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/raccontamidite.centrolarca.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/testata-copia.jpg&#8221; title_text=&#8221;testata copia&#8221; url=&#8221;@ET-DC@eyJkeW5hbWljIjp0cnVlLCJjb250ZW50IjoiaG9tZV91cmwiLCJzZXR0aW5ncyI6e319@&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.2&#8243; _dynamic_attributes=&#8221;url&#8221; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.27.2&#8243; text_font_size=&#8221;20px&#8221; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221; custom_margin=&#8221;|||0px|false|false&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;]<p class=\"p1\">LA RAGAZZA BACIATA DAL SOLE<\/p>\n<p class=\"p1\">Angela aveva undici anni e viveva in un piccolo paesino, circondato da campagne. Aveva i capelli ramati sempre un p\u00f2 spettinati, occhi verdi e una cascata di lentiggini che le attraversavano il viso, come delle stelle lucenti su una mappa segreta.<\/p>\n<p class=\"p1\">A scuola, per\u00f2, quelle stelle sembravano non piacere a nessuno.<\/p>\n<p class=\"p1\">Ogni mattina percorreva il viale alberato che portava a scuola, con uno zaino pesante e un silenzio ancora pi\u00f9 gravoso: quello dei suoi pensieri. Tra quei banchi non si sentiva al sicuro, ogni giorno i compagni la deridevano.<\/p>\n<p class=\"p1\">\u201cFaccia di ruggine\u201d diceva Giada.<\/p>\n<p class=\"p1\">\u201cHai il viso sporco\u201d continuava Matteo.<\/p>\n<p class=\"p1\">\u201cHai la pelle a<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>pois sembri malata ?\u201daggiungeva<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Luca.<\/p>\n<p class=\"p1\">Le parole si infilavano sotto la pelle pi\u00f9 delle puntine da disegno. Angela fingeva di non sentire ma ogni sera si guardava allo specchio e cercava di contare le lentiggini, come se volesse capire dove aveva sbagliato a nascere cos\u00ec.<\/p>\n<p class=\"p1\">Sua madre le diceva sempre: \u201c Sono bellissime, sono il segno del sole che ti ha baciata.\u201d<\/p>\n<p class=\"p1\">Ma a scuola non c\u2019era sole. Solo ombre.<\/p>\n<p class=\"p1\">La mattina si truccava di nascosto, cercando di coprire quel \u201cdifetto\u201d. Ma non funzionava: sembravano tornare fuori ancora pi\u00f9 visibili e ogni volta che qualcuno rideva, Angela abbassava lo sguardo e nascondeva il suo viso sul banco.<\/p>\n<p class=\"p1\">La professoressa di italiano, spesso, le spiegava che le lentiggini sono macchioline di sole che si posano sulla pelle e che rendono ognuno di noi speciale e aggiungeva che la bellezza non \u00e8 solo nell\u2019aspetto, ma nell\u2019essere gentili, generosi e<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>\u00abluminosi\u00bb come le stelle che ognuno porta dentro. Tuttavia, nonostante queste parole, Angela continuava a sentirsi insicura: voleva essere come gli altri \u2014 con la pelle senza puntini, morbida e uniforme \u2014 invece si sentiva sempre pi\u00f9 \u201cdiversa\u201d.<\/p>\n<p class=\"p1\">Un giorno a scuola arriv\u00f2 una donna, con una macchina fotografica enorme. Si chiamava Simona, una fotografa che stava girando l\u2019Italia per un progetto chiamato \u201cVOLTI VERI\u201d. Cercava ragazzi e ragazze con tratti particolari, originali e autentici.<\/p>\n<p class=\"p1\">Il progetto prevedeva una giornata di scatti nel cortile della scuola e ogni studente poteva decidere se farsi fotografare oppure no.<\/p>\n<p class=\"p1\">\u201cVoglio raccontare con le immagini la bellezza che il mondo non vede\u201d, disse Simona agli studenti. \u201cA volte ci vogliono occhi diversi per vedere quello che \u00e8 sempre stato l\u00ec.\u201d <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"p1\">Angela, ovviamente, non voleva partecipare. \u201cFigurati se fotografano me\u201d pensava. Ma la sua professoressa la incoraggi\u00f2:<br \/>\u201cSolo uno scatto, Angela. Fallo per te. Non per gli altri.\u201d<\/p>\n<p class=\"p1\">Cos\u00ec, a malincuore, un pomeriggio si mise in fila. Quando fu il suo turno, la fotografa la guard\u00f2 con uno sguardo gentile e disse:<br \/>\u201cOh. Hai le lentiggini pi\u00f9 belle che abbia mai visto. Sembrano sabbia dorata su una spiaggia d\u2019inverno. Posso provare a raccontarle?\u201d<\/p>\n<p class=\"p1\">Angela non parl\u00f2. Si mise seduta, fece un respiro profondo e lasci\u00f2 che lei scattasse. Niente pose forzate, niente sorrisi finti. Solo lei, i suoi occhi grandi e le sue lentiggini.<\/p>\n<p class=\"p1\">\u201cFatto\u201d disse Simona dopo qualche minuto. \u201cTi va di vedere la foto? La stamper\u00f2 per te.\u201d <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 <\/span>Angela torn\u00f2 a casa con la testa piena di pensieri. Nessuno, fino a quel momento, le aveva mai detto che il suo viso era speciale. Nessuno aveva guardato le sue lentiggini con stupore, come se fossero qualcosa di prezioso. L\u00ec ad aspettarla<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>c&#8217;era Simona con la sua foto stampata su carta lucida. Quando Angela la vide, rest\u00f2 in silenzio. Si riconobbe&#8230; e allo stesso tempo si rese conto che c\u2019era<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>qualcosa in quello scatto che non aveva mai visto prima: forza, dolcezza, autenticit\u00e0 ma soprattutto bellezza. <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 <\/span>\u201cQuesta sono io?\u201d chiese.<br \/>\u201cS\u00ec\u201d rispose Simona. \u201cTu, senza filtri. E sei meravigliosa.\u201d <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 <\/span>Angela guard\u00f2 ancora la foto. Le lentiggini brillavano sotto la luce, gli occhi sembravano pieni di storie da raccontare. In quel momento, cap\u00ec che non doveva pi\u00f9 nascondersi, che quei puntini erano parte di lei, non un difetto da cancellare.<\/p>\n<p class=\"p1\">Due settimane dopo, il progetto <i>\u201cVOLTI VERI\u201d<\/i> fu presentato in una mostra cittadina, nella biblioteca comunale e gli studenti andarono in visita con le classi. Camminando tra le foto, a un certo punto i suoi compagni si fermarono: una delle immagini centrali era di Angela.<\/p>\n<p class=\"p3\">Niente sfondo colorato, solo il suo volto contro una parete chiara, e una luce naturale che sembrava accarezzare le sue lentiggini. Sotto la foto, una didascalia scritta:<\/p>\n<p class=\"p4\"><b>&#8220;Angela, 11 anni. La ragazza baciata dal sole&#8221;<\/b><\/p>\n<p class=\"p3\">La sala era silenziosa. Alcuni compagni si avvicinarono.<\/p>\n<p class=\"p3\">Giada le disse piano:<br \/>\u201cEhi&#8230; sei bellissima in questa foto.\u201d<br \/>E Matteo, arrossendo, aggiunse:<br \/>\u201cSembri uscita da un film. Scusa per le battute stupide, ok?\u201d Angela non sapeva cosa dire, si limit\u00f2 a sorridere. Non perch\u00e9 voleva il loro perdono, ma perch\u00e9 sentiva, per la prima volta da tanto tempo, di non dover pi\u00f9 nascondere nulla. <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 <\/span>Qualche giorno dopo, ricevette una lettera, era di Simona. Diceva:<\/p>\n<p class=\"p5\"><i>Cara Angela, la tua immagine \u00e8 stata una delle pi\u00f9 apprezzate della mostra. Alcune riviste giovanili mi hanno chiesto di usare il tuo ritratto per una campagna pubblicitaria. Ovviamente, solo con il tuo permesso. Fammi sapere. E grazie per aver condiviso la tua luce.<br \/>\u2013 Simona<\/i><\/p>\n<p class=\"p3\">Angela mostr\u00f2 la lettera ai genitori. Piangevano, ma di gioia. Lei accett\u00f2.<br \/>La sua foto fu pubblicata anche nel giornalino della scuola, con il titolo: <b>\u201cSii come sei\u201d<\/b>.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 <\/span>Alcune scuole cominciarono a usarla come esempio nei corsi contro il bullismo. Angela non<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>solo divent\u00f2 famosa \u2014 e non era quello che cercava \u2014 ma anche un esempio per i ragazzi della sua scuola.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 <\/span>In classe tutto cambi\u00f2, non perch\u00e9 improvvisamente tutti erano gentili, ma perch\u00e9 Angela non aveva pi\u00f9 paura anzi quando qualcuno faceva una battuta, lei alzava lo sguardo, tranquilla:<br \/>\u201cHo le lentiggini. \u00c8 il modo in cui il sole ha deciso di ricordarsi di me.\u201d <span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 <\/span>Ogni mattina Angela camminava per il viale alberato della sua scuola con lo zaino un po\u2019 meno pesante e il silenzio pieno di nuovi pensieri: disegni, colori, sogni.<\/p>\n<p class=\"p1\">Classe 1F a cura di: Di Giovanni Diego, Rossoni Lorenzo ,La Torre Emmanuel, D\u2019Angelo Enrico, Cellini Natan, Maricotti Riccardo<\/p>\n<p><\/p>[\/et_pb_text][et_pb_button button_url=&#8221;@ET-DC@eyJkeW5hbWljIjp0cnVlLCJjb250ZW50IjoiaG9tZV91cmwiLCJzZXR0aW5ncyI6e319@&#8221; button_text=&#8221;torna alla lista dei racconti per votare&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.2&#8243; _dynamic_attributes=&#8221;button_url&#8221; _module_preset=&#8221;default&#8221; locked=&#8221;off&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_button][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.27.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.27.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_image src=&#8221;https:\/\/raccontamidite.centrolarca.eu\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Senza-titolo-1-copia-300&#215;256.png&#8221; title_text=&#8221;Senza titolo-1 copia&#8221; _builder_version=&#8221;4.27.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][\/et_pb_image][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<!-- \/wp:post-content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA RAGAZZA BACIATA DAL SOLE Angela aveva undici anni e viveva in un piccolo paesino, circondato da campagne. 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I live in Los Angeles, have a great dog named Jack, and I like pi\u00f1a coladas. (And gettin' caught in the rain.)<\/p>\r\n<\/blockquote>\r\n<!-- \/wp:quote --><!-- wp:paragraph -->\r\n<p>...or something like this:<\/p>\r\n<!-- \/wp:paragraph --><!-- wp:quote -->\r\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\r\n<p>The XYZ Doohickey Company was founded in 1971, and has been providing quality doohickeys to the public ever since. Located in Gotham City, XYZ employs over 2,000 people and does all kinds of awesome things for the Gotham community.<\/p>\r\n<\/blockquote>\r\n<!-- \/wp:quote --><!-- wp:paragraph -->\r\n<p>As a new WordPress user, you should go to <a href=\"https:\/\/raccontamidite.centrolarca.eu\/wp-admin\/\">your dashboard<\/a> to delete this page and create new pages for your content. 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